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 Vini Bianchi > Campania > Grotta del Sole 
     

 GDS ASP 
 Asprinio d'Aversa Doc 2012 75 cl Grotta del Sole
 

 
 


Zona di produzione
Comuni di Trentola Ducenta, San Cipriano d'Aversa, Casal di Principe, Casapesenna, Lusciano e Villa Literno.

Terreno
Alluvionale, di origine vulcanica, di medio impasto.

Vitigni
Asprinio 100%.

Coltivazione
Viti allevate nella tipica alberata aversana, consociate ai pioppi fino a 15 metri di altezza.

Vendemmia
La raccolta è manuale, dalla IVª settimana di settembre, in cassette da 20 kg.

Vinificazione
Dopo la diraspatura e pressatura soffice si fermenta a temperatura controllata di 15°C.

Maturazione
Imbottigliato a partire dalla primavera successiva alla vendemmia.

Affinamento
Uno o due mesi dopo l'imbottigliamento.

AVERSA

Con le uve dell'agro Aversano sono prodotti un vino e due spumanti, uno con metodo charmat e l'altro con metodo classico. L'esclusiva produzione da alberate è indicata in etichetta dalla dicitura, prevista dal disciplinare di produzione, "Vigneti ad Alberata". Il vino è prodotto da vigneti con una produzione di 120 q.li per ettaro.



Il Maiuri in Passeggiate Campane così descrive le alberate aversane: "sono i campi delle viti eccelsi di Plinio, materialmente abbracciate agli alti pioppi, i campi delle uve più feconde di mosto e del vino arbustivo (come era un tempo chiamato dagli intenditori), come se da quella stretta tenace a quei tronchi gravi e sostenuti, un poco di ligneo umore potesse calare nel succo del vino". Il vino che si ottiene da queste uniche viti è di un limpidissimo colore bianco verdolino, dal profumo tenue ed erbaceo. Alcuni noti intenditori di vino hanno dato giudizi molto positivi sull' Asprinio. "Quando l'ho bevuto - spiega Veronelli - mi sono emozionato. Ero in campagna da un contadino, dalle parti di Aversa, e quell' Asprinio era eccezionalmente buono. Ben lavorato, fragile ed elegante..." (da ITINERARIO DOSSIER, giugno 1988). Mario Soldati scrive nel suo libro Vino al vino: "non c'è bianco al mondo così assolutamente secco come l'Asprinio: nessuno. ...L'Asprinio profuma appena, e quasi di limone: ma, in compenso, è di una secchezza totale, sostanziale, che non si può immaginare se non lo si gusta...Che grande piccolo vino!".



Sull'asprinio non vi è una dettagliata storia e diverse sono le interpretazioni sulla provenienza di tale vitigno. Alcuni studiosi pensano che la provenienza dell'asprinio sia la Grecia, mentre altri ritengono che tale vitigno fosse preesistente, in virtù del metodo etrusco scelto per coltivarlo. Recenti studi sul DNA, condotti dal prof. Scienza, hanno rivelato uno stretto apparentamento con il greco di tufo.



8,50

 
     

Disponibilità:
Quantità

     
 
 GDS FAL 
 Falanghina dei Campi Flegrei Doc 2012 75 cl Grotta del Sole
 

 
 


Zona di produzione
Area a nord ovest di Napoli, comprendente i comuni di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e Quarto Flegreo.

Terreno
Vulcanico, molto sciolto, di natura trachitica e pomicea.

Vitigni
Falanghina 100%.

Coltivazione
Vigneti situati in media collina e coltivati con il sistema puteolano o spalatrone.

Vendemmia
La raccolta è manuale in cassette da 20 kg. dalla Iª settimana di ottobre.

Particolarità
La vite é coltivata su piede franco, ovvero non é innestata su piede americano e vive sulle proprie radici.

Vinificazione
Dopo la diraspatura e pigiatura, breve criomacerazione delle bucce sul mosto per 12 ore a 7° C, poi pressatura soffice e fermentazione alcolica a temperatura controllata di 15°C.

Maturazione
Imbottigliato a partire dalla primavera successiva alla vendemmia.

Affinamento
Uno o due mesi dopo l'imbottigliamento.

CAMPI FLEGREI

Con le uve dei Campi Flegrei sono prodotti quattro vini, due vini base e due riserve. I vini base (Falanghina e Piedirosso) sono prodotti da uve acquistate da conferenti di fiducia mentre le riserve sono prodotte da vigneti condotti direttamente (le riserve Coste di Cuma con uve di proprietà e il Montegauro da un vigneto a conduzione diretta).



La falanghina deve il suo nome al termine greco-latino "falange" cioè palo, in quanto la caratteristica della viticoltura flegrea è quella della vite attaccata al palo (sistema di allevamento puteolano). La falanghina sembra essere presente da secoli nel territorio campano. La prima citazione si deve a Nicola Columella Onorati nel 1804 e Acerbi l'annovera tra i vitigni dei dintorni di Napoli che può dare origine ad un "vino speciale e pregevolissimo", ma molto probabilmente era già presente in epoca romana.



Attualmente la falanghina è molto diffusa in provincia di Napoli ed è presente nell'intera regione Campania, anche se è ormai dimostrato che con lo stesso nome si designano ormai due uve, completamente diverse tra loro. Uno studio ampelografico della Regione Campania ha evidenziato che esiste una varietà dei Campi Flegrei, quella originale, presente solo in quest'area viticola ed un'altra definita come "TB - tipo beneventano" che differisce dalla precedente per 34 caratteri ampelografici su 40 (!). Anche l'analisi del DNA ha confermato questi dati.



Il piedirosso, localmente noto come per' e palummo (piede di colombo) deve il suo nome al graspo che diviene in maturazione rosso come il piede di un colombo. L'origine del vitigno è molto antica, infatti, non è da escludere che possa identificarsi con la "Colombina" citata da Plinio nell'opera "Naturalis Historia". Si pensa che tale vitigno fosse utilizzato fin dall'antichità insieme all'aglianico per la produzione del falerno. Il piedirosso è presente nell'intera regione Campania e rientra negli uvaggi di vari vini doccampani.



I vini base sono lavorati esclusivamente in acciaio per esaltare le caratteristiche peculiari delle uve e commercializzati a partire dal mese di marzo dell'anno successivo alla vendemmia. Le riserve sono invece lavorate in legno, e precisamente in barriques di rovere francese.

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Asprinio d'Aversa Doc 2012 75 cl Grotta del Sole

 

Falanghina dei Campi Flegrei Doc 2012 75 cl Grotta del Sole

 

   
 
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